Dec 20, 2011
Nel pomeriggio, poi, torna a farsi sentire Elsa Fornero. E lo fa nel corso di un incontro nella sede della Fnsi. Il ministro, infastidito dai tanti fotografi, telecamere e cronisti, cita Karl Popper (“sono cieco, stupido e sordo. Quindi andate via”) per chiedere una “tregua fotografica”. Poi incalza: “Per voi giornalisti la riforma previdenziale è già archiviata, volete sapere cosa faccio ora, con chi voglio litigare, ma non funziona così. Questa riforma va spiegata: i tagli impongono sacrifici, ma ci sono elementi di equità. Alcuni hanno ridicolizzato l’equità ma se avessi 30 minuti potrei difenderne con ardore l’equità”. Fornero prende di petto un tema aleggiato in precedenti suoi interventi, quello della cassa di previdenza dei giornalisti. “Tutto cambia.La vostra professione si è avvalsa di tanti privilegi per la vicinanza- che avete, più di altri lavoratori, con il potere politico. Anche voi state sperimentando la durezza del mondo che non fa sconti a nessuno: se non li fa ai lavoratori Fiat non si vede perchè li dovrebbe fare a voi. Nessuno si può sottrarre. Ho polemizzato spesso in passato con la vostra cassa previdenziale, anni fa ho chiesto di avere i dati ma mi sono stati negati dicendo che è materia delicata. Ma se voi siete quelli della trasparenza dovete essere trasparenti anche voi. La vostra cassa ha problemi di sostenibilità come quasi tutte quelle professionali. Dobbiamo garantire che vengano amministrate bene non solo per i pensionati o quelli vicini alla pensione ma per i giovani
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